Da circa 4 anni, quindi dal 2012, in Italia ha preso piede un contributo-incentivo molto interessante, il conto termico. Ottimo incentivo, soprattutto per le regioni del nord, in particolare le zone climatiche in fascia E e F.
Questo contributo eroga una somma di denaro nel giro di qualche mese, circa 6, se l’incentivo è sotto i 5000€, invece in 20 mesi, se è sopra i 5000€.
Precisamente: sotto i 5000€ viene erogato in un’unica rata, mentre sopra i 5000€ in due rate (il contributo massimo è di 7800€)
Sicuramente hai tante altre domande alle quali voglio rispondere, ma per scendere nel dettaglio farò altri articoli, per ora restiamo sul generale.
Prima cosa:
L’incentivo è stato fatto per promuovere generatori con bassi livelli emissivi, che sono certificati per restare in un certo range di qualità e quantità di fumi, infatti vuole abbassare l’inquinamento dell’atmosfera, andando ad abbassare il livello delle polveri sottili. Proprio perchè i vecchi apparati (stufe, caldaie ecc) sono degli altissimi produttori di inquinamento, in quanto hanno una bassa resa e un alto scarico di fumi.
Se se in possesso di uno o più di questi generatori:
Puoi richiedere questo incentivo.
La procedura (in breve) per ricevere il conto termico è LA SEGUENTE:
Il GSE (gestore di servizi energetici) ha creato una formula per dare come risultato l’incentivo. La formula è cosi composta:
Ad esempio per le stufe e i termocamini a pellets:
Formula: Ia tot = 3,35* ln(Pn) * hr * Ci * Ce
dove
Ia tot: è l’incentivo annuo in euro
Pn: è la potenza termica nominale dell’impianto
hr: è il coefficiente di utilizzo, cioè le ore di funzionamento distinte per zona climatica
Ci: è il coefficiente di valorizzazione dell’energia termica prodotta espresso in €/kWht, definito in 0,040 (€/kWht) per le stufe e i termocamini a pellets
Ce: è il coefficiente premiante riferito alle emissioni di polveri.
Potenza della stufa Resa in ambiente X ore di riscaldamento (relazionato in base alla fascia climatica) X premio di basse emissioni X coefficinte
Se non ci hai capito niente fa lo stesso perché se la stufa può prendere l’incentivo sicuramente sul sito dell’azienda produttrice troverai la cifra corrispondente.
Se invece l’hai capito, ma i calcoli ti risultano più alti di quanto dichiara la casa madre può essere giusto, perché oltre ad un tot non danno premi.
Le caldaie hanno un calcolo leggermente diverso.
C’è sempre HR (le ore), c’è sempre CE (il coefficiente premiante), c’è sempre PN (la potenza resa), c’è sempre il CI (coefficiente standard ma invece di 0.04 è 0.045). In poche parole non c’è il 3.35 ma si moltiplica per 2.
Esempio di una caldaia di alta qualità: Pn: 33kw Ce: 1.5 Ci: 0.045 Hr zona E: 1700 33x1.5x0.045x1700= 3786,75 Quindi 3786.75 annuo che moltiplicato per 2 fa 7573.5
Ricorda che sono importanti anche le dimensioni dell’accumulo che andrai a mettere e le valvole termostatiche
Ore di funzionamento stimate in relazione alla zona climatica di appartenenza
Zona climatica ℎ:
Per sapere la tua zona, solitamente lo chiedo a Google!
Questo è altamente interessante per chi:
Che non tutte le stufe possono prendere l’incentivo e non tutte le installazioni possono farti prendere l’incentivo.
Una cosa che ho riscontrato nella mia zona (Mantova, Brescia, Verona, Reggio Emilia, Bologna) è che i venditori di stufe per pararsi il C..O ti spaventano per non fare il conto termico.
La realtà, e anche la cosa bella, è che il conto termico PREMIA CHI FA IL LAVORO FATTO BENE.
Fatto bene intendo che:
In realtà tutte queste cose sono sempre OBBLIGATORIE, e noi le facciamo ad ogni Installazione. Se leggi questo articolo: http://fuocosicuro.com/certificato-di-conformita-a-cosa-serve-e-perche-e-importante/ ti spiego anche l’importanza del lavoro regolare.
SEMPLICE: affidarti a professionisti (meglio ancora se noi), che sanno quello che fanno, e quello che fanno la fanno BENE E REGOLARE. Non solo a parole ma anche a carte.